|
|
|
|
|
|
|
Amichevolmente da lui stesso sollecitato, mi trovo a introdurre l'attuale
stagione concertistica (alla quale sono affezionato, e non tanto perchè
vi ho preso parte con un trittico poetico-musicale) con parole che spero
non facciano rimpiangere troppo quelle ben più attrezzate di Renato
Negri.
Presentando la passata stagione, il Maestro di Cappella e Organista titolare scriveva che la presenza di Gustav Leonhardt, e poi quelle di Goettsche, di Hammer - altamente gratificanti e che lascerebbero un segno altrettanto significativo nell'ambito di qualsivoglia stagione musicale - non bastano certo a colmare un vuoto culturale causato dalla mancanza sostanziale di una costante, minuziosa e faticosa opera di sensibilizzazione verso la musica. Musica da intendersi in senso generale ma anche, volendo, circoscritta, paradossalmente, al pur enorme continente della musica sacra, dal momento che l'organizzazione di queste stagioni è attuara dall'Associazione in seno alla Chiesa omonima. Eppure, nonostante la quantità e la qualità dei concerti, la loro varietà (organistici, corali in ossequio anche alla celebrazione comune di una liturgia della voce d'antica ascendenza), le iniziative collaterali alla programmazione concertistica, e nonostante la presenza di un pubblico sempre più numeroso, attento e coinvolto, l'attuale quarta edizione della stagione si presenta quantitativamente ridotta. Non vi mancano certo nomi prestigiosi del concertismo mondiale (e basti per tutti quello di Jean Guillou), ma è indubbio che la drastica riduzione dei concerti mi sembra non giovare - per quel minimo che operazioni di questo genere possano incidere nel tessuto culturale di una città - a quel lievitare d'interessi e stimoli propriamente musicali su accennati. Motivare detta riduzione significa rimandare a una situazione problematica di carattere generale (non è mistero per nessuno che le arti, e quelle dello spettacolo in particolare, di là da una loro condizione di ristagno creativo, abbiano serissimi problemi strutturali ed economici), i cui effetti non possono che riflettersi sulle varie realtà più particolari, fra le quali è da iscrivere, per quel che vale, anche la Cappella Musicale San Francesco da Paola. Di qui una decisione amara (quella di drasticamente ridurre il volume dei concerti e di rinunciare all'apporto di giovani organisti), è perfino sconfortante se non si sperasse comunque, a dispetto delle consumistiche dominanti del presente, nel consistere di estetici valori che inducono (ottimisticamente?) a considerare l'attuale situazione come temporanea. Intanto, sempre ringraziando di cuore quanti sogliono benevolmente sostenere le iniziative culturali dell'Associazione (Banca Popolare dell'Emilia Romagna e STRHOLD Sistemi EDP), si segnala che la stagione - che gode, da quest'anno, del prestigioso patrocinio dell'Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici - supererà i confini della sua sede per essere ospitata in due Chiese della VI Circoscrizione con la quale si stanno sempre più intensificando proficui rapporti (precisamente quelle di Masone e di Marmirolo), e sarà inoltre prevista una visita guidata dal Dottor Oscar Mischiati (uno dei massimi esperti dell'arte organaria) all'Organo Benedetti della Basilica della Madonna della Ghiara. Infine, farà piacere apprendere che a partire dal prossimo anno - grazie al pluriennale e appassionato interesse del Parroco - sarà in funzione, debitamente attrezzata e confortata alle norme vigenti, una nuova Sala Polivalente ricavata dall'ex cinema "Verdi", che ospiterà concerti, spettacoli di prosa, proiezioni cinematografiche, conferenze: tutto mirato alla formazione umana e cristiana nel segno dell'arte e della cultura: termini e propositi impegnativi, abbisognosi però di ogni tipo di sostegno perchè possano tener fede a se stessi e realizzarsi, che non potranno appagare la sensibilità d'ognuno e compiacere in particolare lo spirito del Vescovo di Reggio Emilia Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Adriano Caprioli, che tutti sanno Persona di cultura nonchè abile musicista.
|